
Dall'ultimo post del mio blog ne è passata di acqua sotto ai ponti. Ma soprattutto è arrivata Emma e l'Anita di prima è andata a farsi friggere. Ho dovuto reinventarmi un modo nuovo di essereanita, un modo più dolce, più responsabile, più faticoso. Ma è un lavoro che desideravo da tanto e che per ora non faccio a cambio con nessun altro.
La giornata di una mamma è fatta anche di scorribande nei famigerati parchetti di Milano, dove all'ora di punta i bambini fanno la fila per salire sull'altalena e lottano per accaparrarsi il turno sullo scivolo. Insomma una giungla.
L'altro giorno mi sono imbattuta nelle tracce di un gioco che solo un bambino milanese poteva concepire. Il gioco del "parcegio" (vedi foto)! Altro che nascondino o darsela. Nella metropoli meneghina si gioca al parcheggiatore e all'automobilista imbufalito. I vialetti del parchetto sono stati trasformati in "parcegi" a pagamento con tanto di posti auto, indicazioni stradali, rotonde e stop.
Peccato essere arrivati a cose finite e non averle viste in azione, quelle simpatiche canaglie.
Ma forse a stupirmi dovrebbe essere piuttosto la saggezza dei bambini.... che cominciano ad allenarsi per quella che sarà l'attività principale del loro prossimo futuro: trovare un buco di parcheggio.
Baciovi.
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