02 febbraio 2007

108 anni e non sentirli

Vi racconto solo un episodio che mi ha raccontato ieri Delfino
Borroni, classe 1898, reduce della Prima Guerra Mondiale

Durante la fuga dalla prigionia durata un anno, Delfino è riuscito a
mandare una cartolina a casa "Sono vivo e mi sto dirigendo verso
Piacenza". I suoi genitori non ci hanno pensato due volte, hanno preso
il treno e raggiunto Piacenza.
Delfino nemmeno lo poteva immaginare: "Io ero rientrato nei ranghi e
toccava sempre a me la corvé, perché ero il più giovane.
Ma una mattina sento dalla mia tenda: "Delfino Borroni, Delfino
Borroni, a rapporto".
Ah ma io non volevo nemmeno uscire, il giorno prima avevo fatto i
lavori peggiori e quella mattina volevo che ci toccasse a qualcun
altro al posto mio.
"Delfino Borroni, Delfino Borroni".
Allora metto fuori la testa e vedo la punta di un paio di scarpe
borghesi, alzo gli occhi e vedo mio papà. Mi sono buttato fuori e ho
visto la mamma. Che urlo che ha fatto quando mi ha visto!".

Qui la voce di Delfino sembrava quasi quella di un bambino. Beh
ragazzi io avevo le lacrime agli occhi.

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